via Giovanni Pascoli 11
Mestre
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Tatoo storie sulla pelle: mostra al museo M9 Mestre
I tatuaggi da simbolo di stigma per le minoranze a forma d’arte: a Venezia un’esposizione ripercorre la storia di questi segni sulla pelle, con l’obiettivo di indagare la loro funzione sociale e antropologica nelle varie culture.
Senza dimenticare la dimensione creativa: dal 5 luglio al 17 novembre 2019 al Museo M9 di Venezia.
La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, parte dalle immagini dei tatuaggi rinvenuti sulle mummie egizie, e arriva ai lavori dei più celebri tatuatori contemporanei: dal francese Tin Tin a Yoshihito Nakano, in arte Horiyoshi III, il maestro giapponese del disegno sulla pelle.
I disegni sulla pelle: da segno di esclusione e di lotta a moda
Nel corso della storia, il tatuaggio ha assunto diverse valenze: è stato strumento di lotta politica e di rivendicazioni femministe. È stato il marchio del pregiudizio e dell’esclusione sociale, come nel caso degli schiavi, dei carcerati, degli ebrei nei campi di sterminio. Ma il tattoo è anche stato un mezzo per la rivisitazione dell’arte scultorea classica ed è ormai considerato a pieno titolo come una forma espressiva artistica e un fenomeno di costume.
Il tatuaggio come espressione d’identità
L’antropologia moderna ha riflettuto a lungo sul valore del tatuaggio come strumento di comunicazione e di espressione di sè, attraverso la modifica del proprio corpo. Come se il corpo, come l’identità, fosse un processo, un qualcosa che si può costruire e trasformare. La mostra è accompagnata dalle immagini di “Tattoo off,” esposizione fotografica a cura della Venezia International Tattoo Convention.
Durante il periodo espositivo sono in programma numerosi eventi. Per scoprirli e curiosare in tempo reale tra le opere esposte, visitate il sito del Museo:
www.m9museum.it