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Giu
26
Mer
Babel Film Festival, il primo Festival dedicato alle minoranze
Babel Film Festival, il primo Festival dedicato alle minoranze

Babel Film Festival è il primo concorso internazionale destinato al cinema che racconta le minoranze linguistiche

Non solo, ma anche culturali e sociali. È online il bando della VI Edizione, che si terrà a Cagliari a dicembre 2019. Ci sono ancora pochi giorni per partecipare!

La lingua minoritaria (cioè una lingua di minoranza, parlata in piccoli territori chiamati isole linguistiche) è una lingua che vive della sua diversità e del patrimonio culturale che viene dalla sua storia. Le sue espressioni poetiche, come quella cinematografica, sono altrettanto importanti perchè hanno la capacità di rinnovarla. Il Babel Film Festival nasce come racconto delle periferie del mondo, riconoscendo loro una centralità che non ha a che fare con la geografia, ma con il concetto di una cultura dinamica, che viene arricchita dall’apporto delle lingue non nazionali.  Si tratta di quelle lingue espressive che, proprio perché non sono funzionali alle attività economiche, esprimono una visione del mondo poetica e più vicina alla quotidianità e alla vita.

Chi può partecipare al Babel Film Festival?

La partecipazione è aperta a tutte le opere senza vincolo di anno di produzione, nazionalità, genere, tema, formato e tecnica; edite e inedite; distribuite nelle sale cinematografiche o nel mercato home-video. Uniche condizioni alla partecipazione sono la lingua dei testi e dei dialoghi, che deve essere espressione di una minoranza linguistica, culturale o sociale. Il Festival si svolge a Cagliari, Sardegna, luogo evocativo, poichè si tratta di una delle isole linguistiche riconosciute dallo Stato Italiano con la sua lingua, il sardo. La presentazione delle opere sarà possibile fino a giugno 2019.

Lug
14
Dom
Sulle orme del poeta africano, il Premio di Poesia Senghor 2019 @ Milano
Sulle orme del poeta africano, il Premio di Poesia Senghor 2019 @ Milano

Si apre il bando per il Premio Internzionale di Poesia Senghor, giunto alla 5°Edizione

Il concorso, nel ricordo del poeta africano, vuole dare spazio agli uomini e alle donne di tutto il mondo che parlano la sua stessa lingua: quella della poesia. Poeti, avete tempo fino al 15 settembre 2019!

Chi è Senghor?

Leopold Sedar Senghor, nato in Senegal nel 1906, è uno dei più considerati intellettuali africani del XX secolo. Il suo contributo per la riscoperta e la tutela della cultura africana in vari ambiti, dalla letteratura, all’arte, alla filosofia, è stato molto importante nel corso del Novecento. Figura importante in particolare nell’ambito artistico e poetico, Senghor cercò di connettere l’arte africana con le correnti artistiche del Novecento Europeo e le opere di Picasso, Matisse e Modigliani, tra gli altri.

Chi può inviare le poesie?

Il Premio Internazionale di Poesia Senghor, organizzato a Milano, è aperto a tutti le donne e gli uomini, senza distinzioni di nazionalità o discriminazione alcuna, purché abbiano compiuto diciotto anni e scrivano in italiano o in francese. Il Premio si apre, quindi, a tutto lo spazio italofono e francofono: Africa, Caraibi, Europa, America. Le sezioni sono 5: poesia in lingua italiana inedita, o edita negli ultimi 4 anni ; Silloge inedita di poesia in lingua italiana; Poesia inedita in lingua francese; Poesia inedita in lingua francese sul tema “Migrazione e ambiente”. A parte per l’ultima sezione, il tema è libero. Le opere in concorso dovranno essere inviate entro il 15 settembre 2019.

Per consultare il bando:

Quinta Edizione Premio Internazionale Di Poesia L.S.Senghor 2019

 

 

 

Set
7
Sab
Il Bianco e il Nero: le parole per dirlo @ La Casa della Memoria
Set [email protected]:30–21:00

L’Altro: razza, intercultura, nerezza, decolonizzare, privilegio bianco, nero, negro…

Un brainstorming sulla diversità a partire dal linguaggio che usiamo per descriverla: se ne parlerà a Milano il 7 settembre 2019 in una giornata di riflessioni, dibattiti e momenti conviviali ed artistici.

 

 

Il rispetto passa per le parole

Se è vero che la lingua dà forma alla realtà, sono le etichette verbali che usiamo per descrivere l’Altro nei suoi tratti di divesità, che esprimono che cosa intendiamo realmente per “inclusione”. Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), Festival Goes DiverCity, la rivista di antropologia La Macchina Sognante e Human Rights International hanno organizzato, alla Casa della Memoria a Milano, una giornata di riflessioni su questo argomento, per sottolineare come il rispetto nei confronti dell’Altro passi per il linguaggio che utilizziamo. Partire da questo è indispensabile per dotarsi degli strumenti adeguati per contrastare un discorso pubblico che, in questo momento storico, è sempre più infettato da stereotipi e pregiudizi di natura etnica e razziale.