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Mendrànze n poejia: concorso di poesia dedicato alle lingue minoritarie
Mendrànze n poejia: concorso di poesia dedicato alle lingue minoritarie

Le minoranze linguistiche in poesia: al via la X Edizione del concorso

“Mendrànze n poejia”, il concorso biennale di poesia riservato alle espressioni in lingue di minoranza, ci porta a scoprire le voci delle isole linguistiche, luoghi di sovrapposizioni di storie e di identità. Un filo che non si spezza. Una conversazione che continua. C’è tempo per inviare le poesie fino al 31 maggio 2019.

Il concorso di poesia nelle lingue minoritarie compie 10 anni

Il concorso Mendrànze n poejia nasce nel 2006 nella provincia di Belluno, da una collaborazione dell’Istituto Culturale Ladino “Cesa de Jan” con il comune di Livinallongo del Col di Lana. La finalità della rassegna, biennale, è quella di custodire e tramandare il patrimonio culturale delle lingue minoritarie riconosciute dallo Stato italiano, in questo caso nella loro espressione poetica. Ecco la serata di premiazione della scorsa edizione, a cui hanno partecipato 44 poeti e 11 scuole, con un totale di 146 scritti in concorso.

 

https://www.facebook.com/istitutladincesadejan/videos/599480170222695/

 

Quali minoranze possono partecipare al concorso?

Possono presentare poesie al concorso tutti i poeti (o le scuole) che si esprimono in una lingua minoritaria riconosciuta e tutelata dallo Stato italiano secondo la Legge 482/99 (dove si può trovare la lista delle lingue riconosciute). Anche quest’anno, quindi, potrà capitarci di ascoltare poesie albanesi, occitane, greche, slovene, ladine o sarde, tra le altre. Inoltre, vista la vicinanza territoriale e storica, la partecipazione è allargata anche al romancio, la lingua minoritaria parlata nel Cantone dei Grigioni in Svizzera.

 

http://www.camera.it/parlam/leggi/99482l.htm

 

Perché il concorso nasce proprio a Belluno?

Il concorso nasce a Livinallongo del Col di Lana, (Fodóm in ladino, Buchenstein in tedesco), in provincia di Belluno, nel comprensorio della Ladinia, Veneto. Si tratta di un luogo significativo dal punto di vista linguistico, come si intuisce dai suoi tre nomi in tre lingue diverse. È infatti un ottimo esempio della sovrapposizione e del mescolamento di lingue avvenuto in questi territori nel corso della storia. Il nome italiano, infatti, in realtà incorpora una parola ladina, “livinàl”, che vuol dire “valle franosa”, unita all’aggettivo “lungo”. Fa quindi riferimento alla geografia del territorio, che si trova sulle Dolomiti, (il Ladino è una lingua minoritaria che deriva dal latino, diffusa in questi territori del nord-est)… Il nome ladino significa invece “faggio”, e ugualmente il nome tedesco, che però ci mette dentro anche la parola “castello” (“stein”).

 

“La preghiera della tenerezza” delle lingue invisibili

Le scorse edizioni del concorso hanno sentito risuonare voci molteplici, provenienti da luoghi lontani, quasi dimenticati. Da “I paracalìa tis agapisìa“(“La preghiera della tenerezza” in lingua greca di Calabria, della poetessa Maria Natalia Iiriti, a “A boltas non contan…”, poesia in lingua sarda di Antonello Bazzu, vincitrice del primo premio nell’edizione del 2015, le lingue invisibili riemergono e riempiono l’aria di suggestioni ed emozioni. Ecco alcuni dei poeti che hanno partecipato a Mendrànze n poejia:

 

https://www.youtube.com/watch?v=RJTZtOfx1Cg

 

 

 

Venite a riscoprire la vita.

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