Nkonde: il “feticcio specchio” proibito ai Bantu

Nkonde: il “feticcio specchio” proibito ai Bantu

Cos’è per voi un “oggetto proibito”? Nelle culture di alcune minoranze africane, gli “oggetti proibiti” sono statue che appaiono terrificanti, con la bocca aperta come per urlare e decine di chiodi conficcati nel petto. Non abbiate paura, se ne vedete uno è un Nkonde, un“feticcio specchio”, ed è lì per proteggervi! Però…attenzione a quello che gli promettete! Perché? Se volete scoprirlo, leggete.

 

Cos’è un feticcio?

I feticci, insieme alle maschere, sono oggetti caratteristici delle antiche pratiche religiose della tradizione africana, molto legate al culto degli antenati e diffuse ancora oggi, soprattutto nell’Africa centrale. Secondo queste culture antiche, le divinità sono parte del mondo: le possiamo trovare all’interno degli elementi naturali, come la terra e gli alberi. E anche negli oggetti inanimati, come sculture di legno o di bronzo, chiamate comunemente “feticci”. Esistono varie tipologie di feticci e al loro interno in genere sono custodite erbe o sostanze ritenute magiche o curative: sangue, capelli, ossa, piume, terra, conchiglie, rafia, argilla, chiodi, vetri, semi.

 

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Dove sono diffusi i “feticci specchio”?

 

I “Chiodi” o “feticci specchio” (“Nkonde”) sono una caratteristica unica della cultura Kongo. La minoranza Kongo (o Bakongo) vive nell’Africa Centrale e appartiene al gruppo etnico dei Bantu. I Kongo migrarono verso i territori che oggi corrispondono alla Repubblica Democratica del Congo, al Congo Brazzaville e a parte dell’Angola probabilmente intorno al VI secolo a.C., e si fermarono a vivere lungo le rive del fiume Congo, dove li troviamo ancora oggi.

 

 

Ecco come riconoscere un feticcio “Chiodo”

 

Il Nkonde si presenta con una forma umana (di uomo o di donna) in posizione eretta e il volto molto minaccioso, con la bocca aperta come se stesse urlando un avvertimento. In genere, il feticcio impugna un’arma (una lancia o un coltello). Questa posizione è descritta nella lingua kikongo con diverse espressioni che indicano atteggiamento minaccioso, come:

 

“iuntungu”, “telama ntungu”, “ngonga”, che significano “in piedi, uno di fronte all’altro in un atteggiamento di minaccia”

 

“sangata”, ovvero “sollevato in aria (il braccio, la mano) con violenza”.

 

Nel petto del feticcio sono conficcati numerosi chiodi e sull’addome è posizionato uno specchio o una nicchia (da qui il nome di “feticcio specchio”). Questo perché si ritiene che in quel punto sia contenuto lo spirito vitale.

 

Ma contro chi si arma il Nkonde?

Questa postura minacciosa serve a spaventare gli spiriti maligni, gli stregoni e in generale qualsiasi nemico con intenzioni malevole. L’avversario deve avere la sensazione precisa che mai e poi mai il Nkonde si tirerà indietro dalla sua missione di protezione e sorveglianza, e che, quindi, in nessun modo potrà essere vinto. Ma attenzione alle promesse che gli fate…

 

Cosa rappresentano i chiodi nell’ “oggetto proibito”?

 

Tramite il capo religioso del luogo i fedeli possono fare a Dio delle promesse, come i voti per i cristiani (spesso infatti in queste regioni i culti sono sincretici, cioè mescolano i riti tradizionali con la religione cristiana). Ogni voto è rappresentato da un chiodo conficcato nel petto del feticcio, che diventa così un oggetto “proibito”, perché solo lo sciamano o il prete hanno l’autorità per usarlo, cioè per conficcare i chiodi e servirsi delle sostanze magiche custodite al suo interno per “attivare” il potere della statua. Per tutti gli altri, è un oggetto proibito.

 

Il feticcio protegge come una conchiglia, ma…

 

Se una promessa fatta a un feticcio e sugellata da un chiodo viene infranta, la persona colpevole avrà subito la sensazione che un chiodo gli si conficchi nella pelle. Quindi…Attenzione alle bugie!  Ma, secondo le interpretazioni prevalenti, il fine principale del Nkonde resta quello di proteggere, non di punire: favorire il rispetto tra gli abitanti della comunità e aiutare a mantenere la pace. Molti feticci infatti sono anche ornati con gusci di lumaca o di conchiglia, a simboleggiare la funzione protettiva del guscio, come il grembo materno per un bambino.

 

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